★ Il MIDI che non sembra piu' un MIDI
La maggior parte dei file MIDI in circolazione e' stata suonata su una tastiera: chi li ha scritti ha imitato chitarre, fiati e archi con la rotella del pitch bend, il pedale e la rotella di modulazione. Suonati cosi' come sono, con SoundFont moderni, si sente subito che e' una "base MIDI": note che calano tutte insieme, notine ripizzicate, vibrati finti, fiati che si sgonfiano.
CreaVideoLyrics corregge tutto questo da solo, mentre ascolti o crei l'audio: nessun programma di editing (DAW), nessuna nota da ritoccare a mano, e il file MIDI originale non viene mai modificato.
- Chitarre: passaggi veloci suonati legati come un chitarrista (hammer-on / pull-off) invece che ripizzicati nota per nota; via i "grappoli" di note da tastiera; accordi che entrano dritti invece di scivolare e calare; niente pedale di risonanza (la chitarra non ce l'ha); vibrato da rotella ridotto; piegate portate sulla nota giusta; accordi senza terza ricostruiti.
- Basso: stessi legati delle chitarre, niente note "troncate".
- Fiati: fraseggio legato, respiro naturale invece di buchi di volume, vibrato da sassofonista al posto di quello da tastiera; le sezioni di fiati non calano piu' tutte insieme.
- Archi, voci, pad, fisarmonica: espressione morbida, vibrato ricentrato, pad con note dritte e un vibrato leggero sul finire.
- Tutto il brano: note ribattute che non si spengono di colpo, raddoppi dello stesso strumento che non si sommano, pianoforti allo stesso livello, volume finale uniforme.
- Scelta Stile: in piu', con un clic, il brano diventa Ballad, Pop, Blues lento, Blues shuffle o Rock blues, con arrangiamento, interpretazione e suono di produzione tarati su registrazioni vere.
I dettagli sono in Correzioni automatiche del suono e Scelta Stile; ogni famiglia di correzioni si puo' accendere o spegnere dal pulsante Correzioni per famiglia....
Panoramica del form
Questo e' il form dove carichi un MIDI/KAR, scegli come deve essere "suonato" (motore, soundfont, tonalita', volumi) e generi il file audio (MP3/WAV) finale, che poi verra' usato per sincronizzare il testo e creare il video.
Scelta del file MIDI: il pulsante accanto al campo del file apre la finestra di selezione direttamente nella tua cartella Musica, qualunque sia la lingua del sistema: su Windows la cartella Musica del sistema, su Linux quella indicata dal desktop (per esempio "Musica" o "Music"), su macOS "Music". Se non esiste si parte dalla cartella utente. Dopo aver scelto un file, la volta successiva la finestra riparte dalla cartella di quel file. Sono mostrati i file .mid, .midi e .kar (anche con estensione in maiuscolo); con "Tutti i file" li vedi tutti. Puoi anche trascinare il file direttamente sul campo.
Il flusso tipico e': carica MIDI → scegli motore e SoundFont → regola tonalita'/volumi/canali → preascolta per verificare il risultato → crea il file audio definitivo.
Scelta del motore
Il MIDI di per se' non contiene suono: qualcuno deve "suonarlo" con degli strumenti virtuali. Questo e' il compito del motore.
Le opzioni
- TiMidity: motore storico, leggero e veloce, qualita' timbrica base.
- FluidSynth (piu' varianti): motore piu' moderno, timbri piu' realistici, supporta i SoundFont (.sf2) scelti manualmente per canale nella griglia di configurazione.
- HigherQuality (sfz): motore piu' curato timbricamente (libreria sfizz), tempi di render piu' lunghi.
Tonalita', intensita' batteria e tempo
Tonalita': trasporta l'intero brano di N semitoni in su o in giu', senza toccare il tempo.
Intensita' batteria: alza o abbassa il volume relativo della sola batteria rispetto agli altri strumenti.
- Tonalita': valori da -24 a +24 semitoni (due ottave in giu' o in su), default 0 (tonalita' originale). Consigliato restare tra -5 e +5: di solito basta per adattarsi alla voce. Spostamenti grandi (oltre +/-7) fanno suonare gli strumenti innaturali (bassi cupi e impastati se troppo in giu', timbri stridenti se troppo in su); +12/-12 equivale a una ottava intera.
- Intensita' batteria: valori da 0 a 200, default 90 (90 = volume della batteria invariato; 45 = meta', 180 = il doppio). Consigliato tra 70 e 120: valori molto bassi rendono la batteria quasi assente e il brano perde spinta, valori molto alti la fanno coprire voce e strumenti.
Muta canale / Muta canale 2
Due selettori indipendenti per silenziare uno o due canali MIDI specifici (es. il canale della voce guida, se il MIDI ne contiene una).
Valori: ciascun selettore va da 0 a 16; 0 (mostrato come "-") significa nessun canale mutato, da 1 a 16 indica il canale da silenziare. Default: Muta canale = 4, Muta canale 2 = 0 (spento). Imposta un numero solo quando sai quale canale contiene la melodia guida (controllalo con il preascolto del singolo canale); altrimenti lascia 0 per non perdere uno strumento utile.
Come compare nella griglia canali
- Cosa succede: il canale indicato dal 1° e dal 2° selettore compare nella griglia canali con la riga colorata (violetto) e Muto = Si, gia' al caricamento del MIDI e ogni volta che muovi il selettore.
- Perche': quel canale viene comunque silenziato nel preascolto e nel file finale; prima la griglia poteva mostrare "No" e sembrava che il muto non fosse attivo.
- Da sapere: la riga selezionata resta evidenziata in giallo: clicca un'altra riga per vedere il colore del muto. La marcatura e' solo visiva e non modifica le impostazioni salvate del brano.
Volume generale
Regola il volume complessivo dell'intero mix, applicato dopo tutti gli altri bilanciamenti.
Valori: da 1 a 100, default 90. Consigliato tra 75 e 95. Troppo basso: il brano risulta debole rispetto ad altre basi e andra' alzato poi in riproduzione. Troppo alto (vicino a 100), soprattutto con Mastering e boost attivi: aumenta il rischio che i picchi vengano schiacciati dal limiter o distorcano.
Riverbero (Impulse Response)
Il menu a tendina propone diverse "impronte acustiche" reali (Impulse Response): simulano il suono che avrebbe il brano se fosse registrato in un certo ambiente (sala, chiesa, studio, ecc.), invece di un riverbero sintetico generico.
Preascolto
Preascolta / Stop preascolto (pulsanti nel form principale, sotto i controlli di volume/riverbero): riproduce il mix con le impostazioni correnti senza generare il file finale, con avanti/indietro di 30 secondi per saltare velocemente ai punti del brano che ti interessano.
Preascolto del singolo canale con i motori SF2: se al canale e' assegnato un .sfz e il motore scelto e' MediumQuality o MaximizeQuality, il .sfz viene ignorato e il canale suona con il SoundFont globale, come nel preascolto completo (prima compariva un messaggio che chiedeva di passare al motore sfz).
Preascolto del singolo canale: la preparazione dell'audio ha un limite di 45 secondi (FluidSynth e sfizz). Se viene superato il preascolto si ferma con un messaggio invece di riprodurre un audio troncato: in quel caso usa un SoundFont piu' leggero sul canale o crea direttamente il file audio. Il pulsante Stop interrompe la preparazione in qualunque momento.
Stop: ferma il preascolto in qualunque fase, anche durante "Mixing e codifica MP3..." (prima in quella fase lo Stop veniva eseguito solo a mixing finito, dopo diversi secondi). Il mixing interrotto non lascia file a meta'.
↑ indiceCrea File Audio
Genera il file audio definitivo con tutte le impostazioni correnti (motore, SoundFont per canale, tonalita', volumi, riverbero, opzioni avanzate).
Configura Canali (griglia SF2 per canale)
E' sempre visibile nel form principale, a destra (prima si apriva e chiudeva con il pulsante "Extra Opzioni Tracce", che non c'e' piu'). Si aggiorna da solo ogni volta che carichi un MIDI; ricordati di premere Salva e Applica per conservare le modifiche del brano. Pannello dedicato dove assegni un SoundFont/SFZ specifico a ciascuno dei 16 canali MIDI, invece di usarne uno solo generico per tutto il brano.
Cosa puoi fare qui
- Assegnare un file .sf2/.sfz diverso per canale (es. un pianoforte migliore solo sul canale del piano).
- Silenziare (Muto) o regolare il volume di un singolo canale. Il volume per canale va da 0% a 200%, default 100% (volume originale). Consigliato tra 60% e 130%: sotto il 30-40% lo strumento quasi sparisce (in quel caso meglio usare Muto), sopra il 150% rischia di coprire gli altri e di saturare il mix.
- Alzare/abbassare la tonalita' del singolo canale con i pulsanti +/- (colonna "Ton"): ogni passo sposta di una ottava intera (12 semitoni), con valori ammessi -1, 0, +1; default 0. Si somma alla tonalita' generale. Usalo solo per spostare uno strumento in un registro piu' adatto (es. basso che suona troppo acuto): la melodia resta la stessa, cambia solo l'altezza.
- Rimuovere l'assegnazione di una riga (tasto destro sulla riga → "Rimuovi assegnazione SF2/SFZ") se vuoi tornare al comportamento di default.
- Ripristina SoundFont di tutti i canali (come al caricamento) (tasto destro sulla griglia): svuota la colonna SoundFont di tutti i canali e la riempie di nuovo con i SoundFont di famiglia, come quando si carica il MIDI. Volumi, mute e ottave restano come sono. Utile dopo aver provato SoundFont diversi.
- Usa SF2 della famiglia / Usa SFZ della famiglia (tasto destro sulla riga del canale): assegna a quel solo canale, per questo brano, il file della sua famiglia impostato in Opzioni > SoundFont per famiglia. Compare solo la voce del tipo usato dal motore scelto: "SF2" con i motori 0 e 1, "SFZ" con il motore 2. Utile per rimettere il file della famiglia dopo una scelta manuale. Vale come una scelta manuale e viene salvata con il brano.
- SoundFont e motore (dalla 4.0.2.0): i motori 0 e 1 (FluidSynth) usano solo file .sf2, il motore 2 (sfz) solo file .sfz. La griglia si riempie con la colonna SF2 o SFZ della famiglia secondo il motore, e la scelta manuale di un file (pulsante SF2/SFZ) mostra solo il tipo giusto. Cambiando motore, i file del tipo che il nuovo motore non usa vengono sostituiti con il file della famiglia del tipo giusto (se la famiglia non ne ha uno, la cella si svuota e il canale usa il SoundFont globale). Se il file sostituito era stato scelto a mano, un messaggio elenca i canali cambiati (vecchio file -> nuovo file): salva la configurazione del brano per rendere definitivo il cambio.
- Avviso "SF2 senza questo strumento": se un canale usa un file .sf2 che non contiene lo strumento richiesto dal MIDI (controllato leggendo l'elenco dei preset del file: banco 0 per gli strumenti, banco 128 per la batteria), accanto al nome dello strumento compare "ATTENZIONE: SF2 senza questo strumento". In quel caso il sintetizzatore suonera' un altro strumento, di solito un pianoforte: scegli un .sf2 GM completo o un .sfz per quel canale. Gli .sf2 che contengono un solo strumento (per esempio "harp.sf2") non danno l'avviso: il sintetizzatore usa comunque quell'unico strumento.
- Preascoltare il singolo canale isolato, per capire subito se il suono scelto funziona.
- Rigenera questa traccia: rifĂ solo il canale selezionato (con il nuovo SoundFont/impostazioni) e ricompone velocemente il mix finale riusando gli altri canali gia' renderizzati, senza rifare l'intero export.
Comodita' e comportamenti automatici
- Ultima cartella: la finestra di scelta del SoundFont si apre sempre nella cartella dell'ultimo file scelto (ricordata anche dopo la chiusura del programma).
- SoundFont per famiglia: i canali senza un SoundFont assegnato ricevono automaticamente quello impostato per la loro famiglia di strumenti (vedi Pannello Opzioni). Le scelte fatte a mano non vengono mai sovrascritte.
- Rigenera questa traccia ha un limite di 10 minuti per il render del canale e si puo' fermare con Stop; nel mix entrano solo i canali non mutati del brano caricato. Per brani esportati prima del 23/09 serve un nuovo export completo.
- Suggerimento: per gli strumenti che si sentono di piu' (piano, archi, chitarra/arpa) un SFZ dedicato allo strumento suona molto meglio di un banco SF2 generico; basso e batteria di solito vanno bene anche con l'SF2 generico.
Versioni del brano
Menu a tendina nel form principale, vicino ai controlli canali. Nonostante il nome non riguarda "versioni" del brano in senso musicale, ma sceglie DA DOVE arrivano le assegnazioni SoundFont per canale:
- Configurazione Globale (da INI): le assegnazioni di default, condivise da tutti i brani che carichi (quelle salvate nell'INI generale dell'app).
- Configurazione Specifica (<nome>_sf2.txt): appare solo se, accanto al MIDI caricato, esiste un file
<nomebrano>_sf2.txt- una configurazione SF2 per canale salvata apposta per QUEL brano. Selezionandola, sovrascrive temporaneamente i default globali con quella specifica.
_sf2.txt) senza intaccare la configurazione di default che usi per tutti gli altri brani.
Pannello Opzioni (effetti avanzati)
Raccoglie una serie di migliorie opzionali, ciascuna con un proprio interruttore, applicate solo quando generi con "Qualita' Migliorata" (motore FluidSynth). Puoi renderle valide solo per il brano corrente (checkbox "solo per il brano attualmente caricato") invece che per tutti i brani.
Le opzioni disponibili
- Umanizzazione MIDI: introduce piccole variazioni naturali di tempo e intensita' (micro-timing/velocity), per rendere l'esecuzione meno "meccanica". Attiva di default: spegnila solo se il brano deve restare perfettamente a griglia (es. elettronica/dance). Quando e' attiva corregge anche l'espressione di fiati e fisarmonica: vedi Correzioni automatiche del suono.
- Riverbero: interruttore generale che attiva/disattiva l'ambiente scelto nel form principale (vedi Riverbero).
- Mastering: applica una leggera catena finale (limiter permissivo che contiene solo i picchi) per dare piu' corpo e uniformita' al volume percepito. Attivo di default: spegnilo solo se senti il mix perdere dinamica o "punch".
- Anti-molla pianoforte (con soglia regolabile): solo sul pianoforte, se una nota cala di colpo di volume rispetto alla precedente (es. dopo un accordo accentato) la "solleva" invece di lasciarla crollare. Attivo di default. La soglia caduta massima va da 0 a 40 (calo di velocity tollerato), default 15, consigliato 10-20. Valori bassi (5-10): interviene quasi sempre, suono piu' uniforme ma meno dinamico (0 = interviene su qualsiasi calo). Valori alti (25-40): interviene solo sui salti piu' bruschi, piu' contrasto naturale ma l'effetto molla puo' ricomparire.
- Chorus: leggero raddoppio/detuning del suono, da' piu' ampiezza ad alcuni timbri (es. archi, pad). Attivo di default. Spegnilo se preferisci un suono piu' secco e diretto, specialmente su strumenti solisti.
- Allarga la stereofonia (con intensita'): rende il mix piu' ampio stereo. Disattivata di default perche' puo' creare problemi se il brano viene poi ascoltato in mono. L'intensita' va da 0.10 a 3.00, default 1.50; 1.00 = nessuna modifica (sotto 1.00 il mix si restringe). Consigliato 1.20-1.50: allargamento percepibile ma senza artefatti. Valori alti (2.00-3.00): effetto molto marcato, suono innaturale e rischio di buchi in riproduzione mono. Con lo stile Pop veloce lascia questa opzione disattivata: la Produzione di quello stile restringe gia' da sola lo stereo, e sommarci un allargamento manuale da' un risultato incoerente.
- Boost bassi / Boost acuti (con intensita' in dB): rinforzano rispettivamente le frequenze basse o alte del mix. Entrambi disattivati di default. Intensita' da 0 a +12 dB, default +5 dB, consigliato +2/+5 dB (rinforzo leggero, quasi trasparente). Valori alti (8-12 dB): bassi "boomy"/impastati o acuti taglienti/sibilanti, e il limiter del Mastering interviene spesso. Accendili solo se il mix e' davvero debole in basso o in alto.
- SoundFont per famiglia di strumenti... (pulsante): una tabella in cui associ un file .sf2 o .sfz a ciascuna famiglia di strumenti General MIDI (Pianoforte, Chitarra, Basso, Archi, Ottoni, Batteria, ecc.). Quando carichi un brano, ogni canale senza un SoundFont gia' scelto riceve automaticamente quello della sua famiglia; le scelte fatte a mano nella griglia dei canali hanno sempre la precedenza. Lascia vuota una famiglia per usare il SoundFont globale.
Piano elettrico: i programmi 4 (Rhodes) e 5 (piano elettrico FM) hanno una famiglia propria, "Piano elettrico (4-5)", separata dal Pianoforte: cosi' un canale Rhodes non riceve piu' il file del pianoforte a coda. Se la famiglia e' vuota il canale usa il SoundFont globale; la ricerca automatica la compila cercando nomi come "rhodes", "epiano", "wurlitzer".
Arpa: allo stesso modo il programma 46 (Arpa) ha la famiglia "Arpa (46)", separata da "Archi (40-45, 47)": prima un canale arpa poteva ricevere un violino o una viola. La ricerca cerca "harp", "arpa", "concert harp" (e scarta "harpsichord", il clavicembalo).
Fisarmonica: i programmi 21-23 (fisarmonica, armonica a bocca, fisarmonica tango) hanno la famiglia "Fisarmonica e armonica (21-23)", separata da "Organo (16-20)": prima ricevevano l'organo.
Due colonne, SFZ e SF2: ogni famiglia puo' avere sia un file .sfz sia un file .sf2. Quale dei due viene usato lo decide il motore (dalla 4.0.2.0; prima si sceglieva un file "attivo" con un clic): la colonna SF2 con i motori 0 e 1, la colonna SFZ con il motore 2. Scegli... (o doppio clic) mette il file nella colonna giusta in base all'estensione; un .sfz senza campioni audio viene rifiutato. Rimuovi svuota la cella selezionata (sulla colonna Famiglia svuota entrambe). Cerca SFZ... e Cerca SF2... cercano ciascuno solo il proprio tipo di file, ognuno nella sua cartella (ricordata separatamente): comodo se tieni gli SFZ e gli SF2 in cartelle diverse. Compilano solo le celle vuote di quella colonna. Se invece tieni .sfz e .sf2 nella stessa cartella va bene lo stesso: scegli quella cartella con Cerca SFZ... (prende solo i .sfz) e poi di nuovo con Cerca SF2... (prende solo i .sf2). SF2 unico per tutte: scegli un solo .sf2 (tipicamente un GM completo come FluidR3 GM) e viene inserito nella colonna SF2 di tutte le famiglie dove e' vuota.
Rifare la ricerca da zero: premi Azzera griglia, poi Cerca in una cartella..., controlla le proposte e premi Salva. Se un canale della griglia del brano ha gia' un file assegnato a mano, quello resta: svuota la cella o riassegnala con SF2/SFZ. - Perche' sento un pianoforte al posto dello strumento? Con i file .sf2 capita quando il SoundFont del canale non contiene il programma richiesto (per esempio Arpa 46, Piano elettrico 4, Flauto 73): succede con gli .sf2 che contengono un solo strumento, con SoundFont GM incompleti o con lo strumento in un banco diverso. In quel caso il sintetizzatore ripiega sul primo strumento disponibile, di solito un pianoforte. Le note restano giuste, cambia solo il timbro. Soluzione: sul canale usa un .sf2 GM completo (per esempio FluidR3 GM) o, meglio, un .sfz specifico per quello strumento.
- Azzera griglia (pulsante nella tabella): svuota in un colpo tutte le famiglie, dopo una conferma. Serve per rifare da zero la ricerca automatica, che compila solo le famiglie vuote. La modifica diventa definitiva solo premendo Salva; con Annulla torna tutto come prima. Non tocca i file assegnati a mano ai canali nella griglia del brano.
- Cerca in una cartella... (pulsante nella tabella): scegli una cartella (per esempio quella dove tieni tutti i tuoi SoundFont) e il programma la esamina insieme a tutte le sue sottocartelle alla ricerca di file .sfz e .sf2. Per ogni famiglia rimasta vuota propone il file che sembra piu' adatto, in base alle parole contenute nel nome del file e delle cartelle (per esempio "piano", "guitar", "strings", "violin", "brass", "drums", anche in italiano: "chitarra", "archi", "batteria"...). I file .sfz sono preferiti ai .sf2; per il Pianoforte viene preferito il piano acustico rispetto a quello elettrico. Le famiglie gia' compilate non vengono mai toccate e le cartelle nascoste vengono saltate. Scelta per qualita' (dalla 4.0.2.0): il nome serve solo a trovare i candidati; poi il programma apre ogni candidato (fino a 25 per famiglia) e misura, solo per lo strumento che interessa: quanti campioni diversi coprono la tastiera, quanti livelli di dinamica ha (suoni diversi piano/forte), la frequenza di campionamento (44,1/48 kHz o meno), i bit (16 o 24), se e' stereo e quanto pesano i dati audio; per i .sfz anche le alternanze round robin. Ne esce un voto da 0 a 10 e vince il voto piu' alto (a parita', il nome piu' pertinente). Per i .sfz vengono controllati tutti i file audio (wav/flac/ogg) citati: se ne manca piu' del 20% il file viene scartato, se ne mancano pochi resta in gara ma perde 3 punti. Un .sf2 con piu' strumenti che non contiene lo strumento della famiglia viene scartato (suonerebbe un altro strumento). Se per una famiglia nessun file ha un nome adatto, con Cerca SF2... viene proposto un SF2 GM completo (almeno 100 strumenti) presente nella cartella che contiene quello strumento con un voto di almeno 3. Alla fine un messaggio elenca le proposte con il motivo, per esempio "Pianoforte -> Salamander.sfz, qualita' 10/10: 30 campioni sulla tastiera, 16 livelli di dinamica, 48 kHz, 24 bit, stereo [il migliore di 6 candidati]", e le famiglie per cui non e' stato trovato niente. Per riferimento, FluidR3 GM prende 1-5. Il riepilogo compare in una finestra larga con barra di scorrimento e viene salvato anche nella cartella home dell'utente, per consultarlo in seguito:
CreaVideoLyrics_ricerca_SFZ.log(Cerca SFZ...) eCreaVideoLyrics_ricerca_SF2.log(Cerca SF2...), ciascuno con data, cartella esaminata e l'ultima ricerca fatta. Librerie senza .sfz: durante Cerca SFZ... se trova una libreria di campioni audio (wav/flac/ogg) che non ha nessun file .sfz, il programma lo crea da solo nella cartella dei campioni, con il nome<cartella>_auto.sfz, e lo mette in gara con gli altri (nel riepilogo compare "[.sfz creato automaticamente]" e l'elenco dei file creati). Servono almeno 3 note diverse leggibili dal nome dei file ("C4", "a#3", "Db2", "060"; si usa la convenzione C4 = do centrale = 60); la dinamica viene dal nome o dalla sottocartella (p, mf, f, ff, soft/hard, v1, v2...) e le alternanze da "rr1", "rr2"... I file con noise, release, fx, gliss, fret, mute nel nome vengono ignorati. Non viene mai creato nulla per i campioni "avanzati" dentro una libreria che ha gia' i suoi .sfz (rumori, release, articolazioni che l'autore non ha usato). Il file creato si puo' modificare o cancellare. Il voto misura la ricchezza dei campioni, non il gusto: controlla sempre il risultato (puoi correggere una riga con Scegli... o Rimuovi) e poi premi Salva per confermare; Annulla scarta tutte le proposte. Sono sfavorite le varianti che richiedono keyswitch o mod wheel (nomi con "KS", "keyswitch", "modwheel", "DXF", "CC1", "xfade"); se un .sfz suona muto, la causa piu' comune e' che i suoi campioni audio non si trovano nella cartella prevista. Il controllo legge anche i percorsi scritti con variabili (#define $NOME ...) usate da molte librerie orchestrali. Lo stesso controllo vale quando scegli a mano un .sfz per un canale nella griglia (pulsante SF2/SFZ): se i campioni mancano compare l'avviso SFZ senza campioni audio e il file non viene assegnato, perche' suonerebbe muto. Se tutto il mix del preascolto risulta muto (per esempio l'unico canale attivo ha un SFZ senza campioni) la normalizzazione del volume viene saltata invece di bloccare il preascolto con un errore di FFmpeg: in quel caso controlla i SoundFont dei canali. La cartella scelta viene ricordata per la volta successiva. Per cartelle molto grandi la ricerca si ferma a 20000 file: in quel caso scegli una cartella piu' specifica.
Impostazioni consigliate per genere
Valori trovati confrontando i nostri render con le registrazioni originali (volume, timbro per fasce di frequenza e larghezza stereo misurati). Sono un punto di partenza: si salvano per un solo brano con "Usa queste opzioni solo per il brano attualmente caricato".
Preset di genere: nel pannello Opzioni, in basso a sinistra, il menu Preset di genere con il pulsante Applica preset imposta in un colpo tutte le voci qui sotto (compresi motore idx 1 e riverbero IR del form principale, applicati quando si preme Salva o Applica e Ascolta). Dopo il preset ogni voce resta modificabile a mano. Preset disponibili: Dance / Disco / Funk (IR "Ruby Room") e Lento / Ballad / Jazz (IR "Hall", eco dei fiati attenuata) e Pop (IR "Studio", corto e asciutto, stereo raccolto) e Blues (IR "Ruby Room", stanza da club, eco dei fiati attenuata; per Blues lento e Blues shuffle) e Rock blues (IR "Studio", correzioni con groove e colla, fiati pieni). I preset regolano solo il suono: per trasformare il brano (strumenti, dinamica, produzione) c'e' il pulsante Scelta Stile....
Dance, disco, funk (molti strumenti, ritmo in primo piano)
- Motore: idx 1 (rendering per canale): separazione e aria molto migliori del motore 0.
- Chorus FluidSynth: spento. Sdoppia e sfasa ogni strumento: gli strumenti si "spalmano" su tutto lo spazio e non si capisce piu' dove sono.
- Allargamento stereo: spento (al massimo 1,2). Con valori alti i lati diventano forti quanto il centro e si perde la distinzione destra/sinistra.
- Boost bassi e acuti: spenti. Cassa e basso della disco sono gia' pieni: il boost impasta il fondo.
- Correzioni per famiglia: tutte accese, in particolare Groove per canali meccanici, Mastering: presenza e Mastering: colla del mix.
- Riverbero IR: facoltativo; "Ruby Room" o "Studio". Non riceve i bassi, quindi non impasta cassa e basso.
Lenti, ballad, jazz (pochi strumenti, fiati e pianoforte in evidenza)
- Motore: idx 1.
- Riverbero IR: acceso ("Hall" o "Ruby Room"): qui l'ambiente fa parte del suono.
- Correzioni per famiglia: fiati, archi e voci accese (legato, vibrato da sax, scivolate). Groove non serve (i lenti sono gia' suonati), colla del mix meglio spenta per non togliere dinamica; presenza da provare, su piano e voce puo' risultare aspra.
- Copie in eco dei fiati: se un sax e' ripetuto in eco su altri canali e suona falso, scegliere "Attenua" o "Elimina".
Scelta Stile
Il pulsante Scelta Stile... (a destra, sotto "Opzioni Generali") trasforma il brano caricato in uno stile, senza intelligenza artificiale e sempre nello stesso modo. A differenza dei preset di genere delle Opzioni, che regolano solo il rendering, qui cambia il brano stesso, su tre livelli che si possono accendere e spegnere:
- Arrangiamento: quali strumenti suonano (es. il pianoforte diventa chitarra acustica con gli accordi pennellati);
- Interpretazione: come vengono suonati (dinamica piu' raccolta e morbida, rallentando sulle ultime battute);
- Produzione: il suono finale (equalizzazione, compressione, riverbero, sfumata), applicata nel preascolto e nell'MP3.
Il cursore Intensita' dosa tutti e tre (70% = valori di riferimento). Applica crea un nuovo MIDI <brano>_<stile>.mid nella cartella _Files, con la sua configurazione (copiata da quella del brano; i canali che cambiano strumento ricevono il SoundFont della nuova famiglia) e lo carica: l'originale non viene toccato e l'MP3 ha un nome distinto. Poi si ascolta con il normale preascolto. Riaprendo Scelta Stile da una versione con stile, le scelte ripartono da quelle usate e lo stile viene sempre rifatto partendo dall'originale (mai uno stile sopra l'altro); Torna all'originale ricarica il brano di partenza.
Produzione che si adatta al brano (dalla 4.0.4.0): ogni stile ha un profilo di riferimento misurato su una versione di riferimento del genere: quanto pesano bassi, medi e acuti (7 bande), quanto sono larghi i lati rispetto al centro e quanta dinamica c'e'. Durante il mix il programma misura il tuo brano, con il SoundFont e il motore che stai usando, e calcola da solo equalizzazione, larghezza stereo e compressione per avvicinarsi al profilo; una seconda misura corregge l'errore rimasto. Il risultato quindi non dipende piu' dal banco suoni. Il cursore Intensita' dice quanto avvicinarsi (70% = fino al riferimento). Nel messaggio finale dell'MP3 compare lo scarto rimasto ("profilo stile: scarto max ... dB"). Il mix di un brano con stile richiede qualche secondo in piu'.
Stili disponibili: Ballad morbida acustica, tarato ascoltando e misurando "Dove": pianoforte acustico → chitarra acustica steel, piano elettrico → chitarra nylon (pennata piu' lenta e morbida) (pennata in giu' sui tempi, in su e piu' leggera sui controtempi, voicing Mi2-Sol5 con al massimo 6 corde), velocity avvicinate alla mediana del canale, rallentando fino a +15% sulle ultime due battute, bassi +3 dB, meno 600 Hz, 4,5 kHz e 8 kHz, compressione morbida (gamma dinamica da circa 7 a circa 4 LU), riverbero IR +20%, sfumata di 6 secondi.
Pop veloce, tarato ascoltando e misurando "Ora che non ho piu' te": pensato per MIDI guida gia' arrangiati in stile pop (basso, chitarra/synth ritmici, batteria vera) - Arrangiamento non modifica strumenti o note. Interpretazione: se attiva, crescendo di dinamica verso i ritornelli (fino al 25% di velocity in piu' a piena intensita'), rilevando da solo strofe e ritornelli dal MIDI; batteria e archi/pad vengono pero' limati nei ritornelli in proporzione al balzo dato agli altri suoni, cosi' non risultano sproporzionati. Produzione: brillantezza/presenza rinforzate (fino a +11 dB 6-12 kHz, +8 dB 2-6 kHz, +6 dB 12-16 kHz, +4 dB sub/basso), compressione piu' veloce e decisa, riverbero corto, stereo leggermente piu' raccolto verso il centro.
Blues lento, tarato ascoltando e misurando "Tennessee Whiskey" (Chris Stapleton): per blues e soul-blues lenti (12/8 o 4/4 lento) con MIDI guida gia' arrangiati. Arrangiamento: chitarre acustiche → chitarra elettrica pulita (il programma scarta i SoundFont distorti/overdrive e ripiega sul SoundFont globale), organi e pad synth → organo Hammond, basso elettrico plettro/fretless/slap/synth → basso finger; pianoforte, fiati e melodia restano come sono. Interpretazione: nessun cambio di note ne' di ritmo (niente swing aggiunto), batteria un po' piu' leggera, leggero crescendo nei ritornelli (+15% a intensita' 70, con margine: i canali gia' vicini a 127 vengono riscalati invece di schiacciarsi), rallentando finale solo se il MIDI non ce l'ha gia'. Produzione: medio-bassi piu' puliti, piu' presenza e un filo di brillantezza, compressione leggera e limitatore dei picchi (colpi meno sporgenti, come nei mix professionali), nessuna sfumata finale (il brano si canta fino in fondo). Da abbinare al preset di genere Blues delle Opzioni.
Blues shuffle, tarato su "Sweet Home Chicago" (Blues Brothers): per blues con il passo "saltellato" (ottavi terzinati) e band con fiati. Arrangiamento come il Blues lento. Interpretazione: nessun cambio di note; il programma controlla se il MIDI e' gia' in shuffle e lo dice nel riepilogo (se ha gli ottavi dritti, per ora li lascia dritti); leggero crescendo nei ritornelli; batteria piena. Produzione: meno bassi, molta piu' presenza e brillantezza (fiati e chitarre davanti), stereo piu' largo, limitatore dei picchi, nessuna sfumata.
Rock blues, tarato su "Diavolo in me" (Zucchero): per rock-blues con ottavi o sedicesimi dritti, chitarre distorte e fiati. Arrangiamento: nessuna modifica. Interpretazione: crescendo nei ritornelli piu' deciso che nei blues (+20% a intensita' 70), col margine sulle velocity gia' alte. Produzione: piu' presenza (chitarre e fiati avanti), un filo meno di aria, stereo appena piu' raccolto, limitatore dei picchi, nessuna sfumata.
Altri stili verranno aggiunti allo stesso modo.
Aprire un MIDI con doppio clic o "Apri con"
- Cosa fa: Crea Video Lyrics compare tra i programmi proposti per i file .mid, .midi e .kar (tasto destro sul file → "Apri con"). Aprendo un MIDI cosi', dopo il controllo della licenza si apre direttamente "Midi to Mp3" con il file gia' caricato.
- Windows: registrato dall'installazione, senza cambiare il programma predefinito. Per usarlo sempre con il doppio clic: tasto destro → Apri con → Scegli un'altra app → Crea Video Lyrics → "Usa sempre".
- macOS: il Finder lo propone in "Apri con" dopo il primo avvio dell'app; per il doppio clic: Ottieni informazioni → Apri con → Crea Video Lyrics → "Modifica tutto".
- Linux: l'AppImage dichiara i tipi MIDI; il menu "Apri con" la mostra se l'AppImage e' integrata nel sistema (per esempio con AppImageLauncher o Gear Lever).
Esporta MIDI corretto
- Cosa fa: il pulsante Esporta MIDI corretto (sotto "Crea File Audio") salva accanto al MIDI originale il file NomeBrano_corretto.mid, con tutti i canali passati dalla stessa catena del rendering. L'originale non viene mai modificato.
- Correzioni per famiglia: legato, vibrato, espressione, code e rilasci, note ribattute (vedi "Correzioni automatiche del suono").
- Umanizzazione: dinamica (velocity) ricalibrata e variata, respiro dei fiati, pedale del pianoforte, chiusure ammorbidite, pan. Comprende anche le correzioni. Il tempo delle note (attacchi) non viene spostato.
- Impostazioni del form: tonalita', ottave per canale, volume di ogni canale (scritto come CC7) e attenuazione degli strumenti raddoppiati.
- Escludi i canali in mute (spenta di default): il MIDI esportato contiene tutti i canali, melodia compresa. Attivandola si ottiene un MIDI per karaoke, senza i canali in mute, come l'audio.
Quando disattivare le opzioni: togliere "Impostazioni del form" per avere il brano completo nella tonalita' originale; togliere l'umanizzazione per un MIDI solo corretto, da rifinire a mano in un sequencer. Non entrano nel MIDI riverbero IR, mastering, allargamento stereo e boost (sono effetti audio) e il tappeto archi.
Correzioni automatiche del suono
Tre correzioni che il programma applica da solo durante preascolto, preascolto del canale, "Crea File Audio" e "Rigenera questa traccia". Nessuna modifica il MIDI originale: si lavora sempre su copie temporanee.
1. Espressione di fiati e fisarmonica
- A chi si applica: ai canali di fiati (sax e ance, ottoni, flauti: programmi GM 56-79) e di fisarmonica / armonica (21-23), con tutti i motori (MediumQuality, MaximizeQuality e HigherQuality sfz), compreso il preascolto veloce di MediumQuality.
- Cosa fa: fraseggio legato (solo fiati): se tra due note c'e' un buco piu' corto di 90 tick, circa un sedicesimo, la prima viene allungata fino alla seconda, e le note isolate piu' corte di 80 tick vengono allungate fino a 80 tick; gli attacchi non cambiano mai, quindi ritmo e note restano quelli scritti, ma il sax non suona piu' "staccato da tastiera"; vibrato ricentrato: se durante una nota tenuta il vibrato oscilla solo sotto (o solo sopra) l'intonazione in vigore all'attacco, viene spostato in modo da oscillare attorno alla nota e ristretto al 40% della sua ampiezza (un vibrato largo quasi mezzo semitono suona stonato; quello di un sax vero sta intorno a ±15-20 centesimi), cosi' lo strumento non suona piu' calante ne' "ondeggiante"; discese di volume piu' graduali (l'espressione non scende piu' di 25 unita' ogni ottavo circa, cosi' i cali somigliano a un respiro e non a un gradino); tolti i buchi di espressione brevissimi (volume CC11 che crolla di oltre 40 e risale entro 60 tick, circa un sedicesimo); espressione compressa tra 50 e 127 invece che tra 0 e 127.
Quando si applica / come disattivarla: e' attiva quando e' attiva l'Umanizzazione MIDI in Opzioni. Disattivando l'Umanizzazione il MIDI viene suonato esattamente come e' scritto (utile se il MIDI e' gia' curato per uno strumento virtuale specifico che gestisce bene bend ed espressione).
Valori: espressione minima 50 su 127 (circa -8 dB rispetto al massimo, invece del silenzio).
Intonazione: il pitch bend non viene ridotto ne' azzerato. L'unico intervento e' il ricentraggio del vibrato, che scatta solo se sono vere tutte queste condizioni: la nota e' tenuta, dopo i primi 120 tick (circa un ottavo, l'attacco con la sua "scivolata" resta intatto) ci sono almeno 4 valori di bend che salgono e scendono almeno 4 volte (un vibrato, non una piegata voluta in una sola direzione), e la loro media e' lontana dall'intonazione iniziale piu' di circa 1/13 di semitono dallo stesso lato. Il controllo e' fatto nota per nota anche quando il fraseggio legato fa sovrapporre o toccare le note: quando parte una nota nuova, il vibrato della precedente viene valutato e chiuso li'. A fine nota il bend torna al valore originale. Il resto del bend resta come e' scritto. In molti MIDI il bend fa parte dell'intonazione stessa: per esempio sale di due semitoni e resta alzato per le note successive, scritte piu' basse. Ridurlo o azzerarlo renderebbe lo strumento stonato.
2. Compensazione degli SFZ registrati bassi
- A chi si applica: a ogni canale che usa un file .sfz (motore HigherQuality sfz).
- Cosa fa: legge i valori
volume=delle regioni del file e ne fa la media; se la media e' sotto -3 dB alza quel canale per riportarla verso 0 dB.
Valori: correzione massima +12 dB; gli .sfz con media tra -3 e 0 dB (o senza volume=) non cambiano. La correzione si somma al Vol % della griglia canali: se uno strumento ti sembra ancora troppo basso o alto, ritoccalo li'.
2b. SFZ con trasposizione errata
- A chi si applica: ai canali con un file .sfz, con il motore HigherQuality sfz, esclusa la batteria (canale 10): nei kit di batteria ogni nota corrisponde a un suono diverso (cassa, rullante, piatti...), quindi spostarle cambierebbe gli strumenti o li farebbe tacere.
- Cosa fa: se in tutte le regioni del file c'e' lo stesso
transpose=di 12 o piu' semitoni (in piu' o in meno), le note di quel canale vengono spostate della stessa quantita' al contrario, cosi' lo strumento suona all'altezza scritta nel MIDI. Nella griglia canali compare "SFZ trasposto di N semitoni (compensato)".
transpose=19 suonava un'ottava e una quinta sopra (misurato sul file audio: note scritte Mib4, suonate Sib5).
Da sapere: trasposizioni diverse tra le regioni o minori di 12 semitoni sono considerate volute e non vengono toccate. Con i motori SF2 il file .sfz non viene usato, quindi la compensazione non serve.
2c. Volume finale del mix (normalizzazione)
- A chi si applica: al mix completo di preascolto e file finale, con tutti i motori.
- Cosa fa: misura il volume percepito dell'intero brano e applica un unico guadagno fisso, uguale dall'inizio alla fine, per portarlo a circa -16 LUFS; i picchi che superassero -1 dBTP vengono contenuti da un limitatore veloce (fino a 3 dB di limitazione, come in un mastering leggero: di piu' schiaccerebbe i colpi di batteria nei ritornelli; oltre, il guadagno viene ridotto).
Velocita' (dalla 4.0.2.0): il mix di tutti i canali, con gli effetti e il riverbero, viene calcolato una sola volta (prima veniva rifatto per ogni passata di misura e per l'MP3) e a 48 kHz, la frequenza dell'MP3. Anche la misura del volume usa ora un filtro circa 7 volte piu' veloce (ebur128, stessi valori). La fase "Mixing e Mastering finale" dura circa la meta' o meno (nelle prove: da 47 a circa 20 secondi per 4 minuti di brano, con la Colla del mix da 72 a circa 22); il suono non cambia. A fine conversione il messaggio mostra il tempo della fase finale, diviso fra bilanciamento dei canali, mix con effetti e misura, misura della colla e creazione dell'MP3: utile per capire dove si perde tempo. Serve un po' di spazio libero su disco accanto all'MP3 per un file temporaneo (circa 90 MB ogni 4 minuti di brano), che viene cancellato alla fine. La barra di avanzamento ora cresce durante tutta la conversione: 10% preparazione del MIDI, dal 20 all'80% un passo per ogni canale renderizzato, 82% bilanciamento dei canali, dall'88 al 100% mix e creazione dell'MP3.
Valori: obiettivo -16 LUFS (tipico dei servizi di streaming); picco massimo -1 dBTP; correzione limitata a ±20 dB. Il Volume generale del form si applica dopo la normalizzazione, quindi e' un vero controllo del volume in uscita: 100 = livello normalizzato (-16 LUFS), sotto 100 piu' basso, sopra 100 piu' alto (in quel caso un limitatore impedisce che i picchi saturino).
2e. Correzioni per famiglia di strumento (dalla 4.0.1.0)
- A chi si applica: a tutti i canali tranne la batteria, con l'Umanizzazione attiva, in preascolto e file finale.
- Cosa fa: riconosce la famiglia dello strumento di ogni canale e applica solo le correzioni adatte a come quello strumento si suona:
- Fiati e synth solisti (GM 56-87): legato sotto i 90 tick, note isolate almeno 80 tick, vibrato ricentrato, espressione morbida (CC11 da 50 a 127).
- Archi tenuti (GM 40-44, 48-51; pizzicato escluso) e voci/cori (52-54): legato piu' leggero (sotto i 60 tick), vibrato ricentrato, espressione morbida (CC11 da 40 a 127).
- Fisarmonica e armonica (21-23): vibrato ricentrato ed espressione morbida, senza legato.
- Basso (32-39): le note brevissime arrivano ad almeno 40 tick, senza toccare la nota dopo: lo staccato resta, sparisce il "tronco".
- Chitarre (24-31): coda minima di 30 tick; piegate al bersaglio (dalla 4.0.2.0): se una piegata (pitch bend) resta ferma vicino a un semitono o a un tono ma non ci arriva (entro 35 centesimi, per esempio +175 invece di +200), viene scalata in modo da arrivare esattamente sulla nota; se sulla nota piegata e' scritto un vibrato largo (oscillazioni di oltre un quinto della piegata, tipico dei MIDI: fino a quasi un semitono sotto la nota), la sua profondita' scende al 40%, sempre sotto la nota come fa un chitarrista. Il vibrato su una nota non piegata (l'intonazione sale e torna sulla nota, sotto un semitono) se e' piu' largo di 40 centesimi viene dimezzato: un vibrato da 0 a +70 centesimi, tutto sopra la nota, suona crescente. Le piegate piccole (sotto 65 centesimi) e i glissati che non si fermano su una nota restano come sono. Il range del pitch bend e' quello impostato dal MIDI (RPN), altrimenti 2 semitoni. Sulle chitarre overdrive e distorte (29-30) suonate come linea solista, se una nota parte mentre la precedente suona ancora, la precedente viene chiusa all'attacco della nuova: con la distorsione anche poche decine di millisecondi di due note vicine (tono o semitono) insieme fanno un suono sporco. Bicordi e accordi (note che partono insieme) restano intatti. Sempre su queste chitarre vengono unite le doppie notine: la stessa nota spezzata in due con uno stacco brevissimo (fino a circa 1/12 di quarto), quando la ripresa avviene dentro una piegata (la corda piegata non si ripizzica), quando lo stacco e' quasi nullo o quando la prima nota e' cortissima. Le note ripetute plettrate normalmente restano. Passaggi veloci legati (27/09): le catene di note brevissime (fino a 160 ms) attaccate l'una all'altra e distanti 1-2 semitoni (es. 43-44-45) non vengono piu' ripizzicate nota per nota: diventano un'unica nota con i gradini fatti dal pitch bend, come un hammer-on / pull-off del chitarrista. Solo quando nel passaggio la chitarra suona una nota alla volta e senza piegate in corso. Lo stesso vale per il basso (32-39), con le stesse soglie. I grappoli a piu' voci (bicordi o tricordi brevissimi che scivolano di un semitono o due fino a un accordo o a una nota lunga, tipici dei MIDI suonati alla tastiera) vengono invece tolti: l'accordo o la nota d'arrivo parte al posto del primo attacco. Scivolate da tastiera (27/09): quando il MIDI fa entrare la chitarra in un accordo scivolando da sotto con la rotella del pitch bend (o mentre la nota di prima risuona ancora), si sente tutto calare e risalire; questi attacchi diventano dritti, con un vibrato veloce in fondo alle note lunghe per accompagnare il cambio. La preparazione della scivolata fatta a nota accesa diventa un salto sull'attacco, e il vibrato da rotella di modulazione (CC1) delle chitarre viene ridotto a circa un terzo. Anche il pedale di risonanza (CC64) sulle chitarre viene tolto: e' un gesto da tastiera che tiene le note accese oltre la loro fine, e con le piegate le trascinava. Le piegate tenute e le scivolate su nota staccata restano.
- Pad (88-95): rilascio allungato fino a 40 tick, dentro il silenzio prima della nota successiva.
- Tutti (batteria esclusa): note ribattute sovrapposte. Se una nota riparte mentre la stessa nota e' ancora tenuta, la prima viene chiusa all'attacco della seconda.
Valori: i tick indicati sono riferiti a 480 PPQ e vengono riscalati sul PPQ del MIDI. Gli attacchi (inizio note) non cambiano mai, quindi ritmo e note restano quelli scritti. Per disattivare tutte le correzioni si spegne l'Umanizzazione nel pannello Opzioni.
2f. Dinamica e raddoppi (dalla 4.0.2.0)
- Dinamica: l'umanizzazione ricalibra la velocity di ogni canale verso l'intervallo 25-127, ma ora solo a meta': le dinamiche piatte si aprono, senza piu' cali di volume improvvisi nei passaggi suonati piano. Su fiati, synth solisti, archi tenuti e voci la velocity scritta resta quella originale (la dinamica la fa l'espressione CC11), con la sola piccola variazione casuale.
- Raddoppi stretti: quando due canali uguali (stesse note, stesso strumento) partono a meno di un trentaduesimo (circa 40 ms) l'uno dall'altro non fanno un'eco ma un raddoppio che impasta: il secondo viene abbassato di circa 7 dB, oltre ad essere separato in stereo.
- Piegate molto ampie sui fiati (doit, fall jazz): se durante una nota il pitch bend si allontana di oltre 3/4 di semitono e poi torna alla nota, la piegata viene ridotta al 60%. I bend che restano alzati (usati come intonazione per le note successive) non vengono toccati.
- Vibrato dei fiati: il vibrato scritto col pitch bend (tipico della rotella di modulazione di una tastiera: lento, largo fino a 3/4 di semitono, regolare e subito presente) viene tolto e sostituito da un vibrato di mascella da sax: parte dopo circa un terzo della nota (solo sulle note di almeno mezzo secondo circa), cresce in due oscillazioni, circa 5,5 al secondo, ±12 centesimi, un poco irregolare in ampiezza e velocita'. A fine nota l'intonazione torna esatta.
- Passaggi veloci dei fiati: nelle note a meno di un ottavo l'una dall'altra la velocity si avvicina a quella della nota precedente (niente salti di attacco da una nota all'altra) e ogni nota si sovrappone di un soffio alla successiva. Su un sax si da' il colpo di lingua sulla prima nota e le altre sono legate: il passaggio si "impasta" invece di suonare netto come su una tastiera.
- Note di passaggio cromatiche sui fiati: una o due notette brevissime (meno di un sedicesimo) a un semitono l'una dall'altra che portano alla nota vera (es. fa, fa diesis -> sol) sono il tipico abbellimento suonato su una tastiera: su un sax vero e' una scivolata del labbro. Se le notette stanno sotto la nota vera (salgono verso di lei) diventano un pitch bend morbido, lo "scoop" del sassofonista, e la nota vera parte subito entrando in intonazione. Se stanno sopra (scendono verso di lei, per esempio do diesis -> do dopo un salto) vengono tolte (dalla 4.0.2.0): una caduta dall'alto sull'attacco, con la nota principale gia' li', un sassofonista non la fa e suona finta. La nota vera parte dritta nell'istante dell'abbellimento. Le scale cromatiche di tre o piu' note restano com'erano.
- Pan degli strumenti raddoppiati: il pan scritto nel MIDI su quei canali viene ignorato, cosi' la separazione stereo resta per tutto il brano.
2g. Scegliere le correzioni (Opzioni > Correzioni per famiglia)
- Cosa fa: il pulsante Correzioni per famiglia... nel pannello Opzioni permette di attivare o spegnere le correzioni di ogni gruppo: fiati e synth solisti, archi tenuti, voci, fisarmonica, basso, chitarre, pad, la correzione delle note ribattute e il groove per i canali meccanici. Vale per tutti i brani o, con "solo per il brano", per il brano caricato.
- Copie in eco dei fiati: quando un fiato e' ripetuto su altri canali in ritardo (effetto eco scritto nel MIDI) si puo' scegliere Mantieni (come nel MIDI), Attenua (circa -9 dB) o Elimina (resta solo il fiato principale). Vale per preascolto, file audio ed esportazione del MIDI (con "Impostazioni del form").
- Raddoppi simultanei (dalla 4.0.2.0, attivo di default): se un canale suona almeno l'80% delle stesse note di un altro nello stesso istante (all'unisono o a una/due ottave), per esempio una chitarra che copia nota per nota il pianoforte, i due volumi si sommano e la parte esce troppo forte. La copia viene abbassata a circa -7 dB; resta pieno il canale con piu' note (a parita', il pianoforte). Diverso dall'eco: qui le note partono insieme, non in ritardo. Spegnilo se il raddoppio e' voluto e deve restare pieno (per esempio un unisono di effetto).
- Pianoforti secondari al livello del principale (dalla 4.0.2.0, attivo di default): fra i canali di pianoforte (GM 0-7) il principale e' quello con piu' note. Un altro pianoforte con velocity tipica (mediana) oltre 10 punti sopra quella del principale viene abbassato come se suonasse alla velocity del principale (fattore minimo 0,3). Esempio: piano secondario a 96 contro principale a 77 = circa -4 dB. Serve quando un pianoforte d'apertura o di rinforzo e' scritto molto piu' forte del piano del brano e "parte altissimo". Spegnilo se il secondo pianoforte deve davvero stare sopra (per esempio un solo).
Quando disattivare: se una famiglia suona meglio com'era scritta (es. chitarre gia' ben suonate, archi con legato gia' curato). Default: tutte attive, eco mantenuta.
2h. Groove per canali meccanici (disco, dance)
- A chi si applica: ai canali "suonati a macchina", cioe' con almeno l'85% delle note alla stessa velocity (almeno 16 note); sulla batteria il controllo e' fatto per ogni pezzo (cassa, rullante, charleston...). I canali gia' suonati non vengono toccati. Con l'Umanizzazione attiva e la voce "Groove" accesa in Correzioni per famiglia.
- Cosa fa: accenti secondo la posizione nella battuta (battere pieno, levare un po' piu' leggero, sedicesimi piu' leggeri, primo tempo appena piu' forte); rullante circa 7 ms dietro al tempo, charleston in levare 3-4 ms dietro, cassa sempre a tempo; charleston aperto in levare in evidenza; basso d'ottava con la nota alta piu' leggera; ±3 ms e ±4 di velocity casuali sugli altri strumenti meccanici; dinamica che "respira" di ±5% ogni 4 battute.
- Rullate: quando rullante e tom sono fitti (almeno 4 colpi in un quarto) gli accenti di posizione lasciano il posto a un crescendo verso il tempo successivo, cosi' il lancio del ritornello spinge invece di calare. Nei "lanci" (rullante da solo, senza cassa ne' charleston, di solito insieme agli stab di fiati e archi) il colpo e' pieno (+15%), e i crash ricevono un accento pieno (+30%): nei MIDI sono spesso scritti deboli e sparivano sotto gli stab.
Quando disattivare: per brani elettronici dove la precisione della macchina e' voluta (techno, electro). L'umanizzazione e' riproducibile anche qui: lo stesso brano esportato due volte da' lo stesso MIDI.
2i. Batteria sempre in primo piano (dalla 4.0.2.0)
- Cosa fa: nei motori che renderizzano canale per canale, il bilanciamento automatico abbassa i canali con picchi molto sopra la media degli altri. La batteria (canale 10) ora e' esclusa da questa attenuazione.
2i-bis. Batteria storta o raddoppiata (dalla 4.0.2.0)
- Cosa fa: sul canale 10 (batteria), sempre, anche con l'Umanizzazione spenta: ignora il balance (CC8), che la batteria General MIDI non usa; riporta al centro un pan (CC10) spostato di oltre 20 dal centro (0-127, centro 64); riduce a uno i colpi doppi (stesso pezzo nello stesso istante), tenendo la velocity piu' alta. Vale per rendering, preascolto, Rigenera traccia ed Esporta MIDI.
- Quando serve: MIDI in cui due tracce di batteria (per esempio una tutta a sinistra e una tutta a destra) sono state fuse in un solo canale: la batteria finiva tutta da un lato e ogni colpo suonava due volte. Dopo la correzione cassa e rullante tornano al centro e charleston, tom e piatti si distribuiscono come nel kit del SoundFont.
- Nota: se prima i colpi erano doppi, la batteria ora suona circa 6 dB piu' bassa (era raddoppiata): se serve, alzala con il Vol% del canale 10 nella griglia.
2j. Mastering: presenza e colla del mix (dalla 4.0.2.0)
- Presenza (Opzioni > Correzioni per famiglia): bilanciamento tonale del mix intero: bassi sotto i 100 Hz -3 dB, +4 dB con una campana larga a 2,5 kHz, aria +4 dB sopra gli 8 kHz. Porta avanti chitarre, clavinet, fiati e archi (gli strumenti che danno "grinta" e che nei dischi stanno ai lati) e alleggerisce il fondo.
- Colla del mix: compressore sul mix gia' normalizzato (soglia -24 dBFS, rapporto 3:1, attacco 20 ms cosi' la cassa passa, rilascio 200 ms, ginocchio morbido, recupero +3 dB), poi il brano viene misurato di nuovo e riportato a -16 LUFS (una passata di misura in piu'), con il limitatore di sicurezza. Riduce la distanza fra i picchi e il resto: il brano suona piu' compatto e "tutto insieme", come un disco.
- Chorus FluidSynth e allargamento stereo: nel confronto con l'originale erano loro a "spalmare" gli strumenti su tutto lo spazio (lati forti quanto il centro): spegnendoli la scena stereo e' tornata quasi identica all'originale. Nei brani con molti strumenti conviene tenerli spenti.
- Riverbero IR senza bassi: al riverbero arriva solo la parte del mix sopra i 250 Hz. Cassa e basso restano asciutti e al centro, e il riverbero da' aria agli strumenti senza impastare il fondo.
Quando disattivare: nei lenti acustici e nei brani piano e voce la presenza puo' risultare aspra e la colla togliere dinamica: provare con e senza. Default: spente. Con la colla attiva si consiglia di lasciare spento il boost bassi.
2d. Chiusura naturale delle note finali
- A chi si applica: a tutti i canali, con tutti i motori, in preascolto e file finale.
- Cosa fa: quando un canale viene preparato per il rendering, a fine traccia le note ancora aperte vengono chiuse con il loro rilascio naturale e viene aggiunta una coda di 4 movimenti prima della fine del file.
2f. Via i gesti da tastiera: chitarre, basso e fiati d'insieme (dalla 4.0.8.0)
- Pedale di risonanza sulle chitarre: tolto. Col pedale le note restavano accese oltre la loro fine e ogni piegata le trascinava.
- Vibrato da rotella di modulazione (CC1) sulle chitarre: ridotto a circa un terzo (era regolare e largo, da tastiera).
- Scivolate preparate a nota accesa e piegate a canale muto: la rotella veniva mossa mentre la nota di prima risuonava ancora (calate e "calatine" in coda, molto evidenti con SoundFont dalle code lunghe): ora il movimento avviene sull'attacco successivo.
- Accordi di chitarra: non si piegano piu' tutti insieme; gli attacchi scivolati da sotto su accordi, o sopra una nota che risuona, entrano dritti, con un vibrato veloce e leggero in fondo alle note lunghe.
- Passaggi veloci legati (chitarre e basso): catene di note fino a 160 ms, a 1-2 semitoni l'una dall'altra, diventano un solo attacco con i cambi di nota fatti dalla piegata (hammer-on / pull-off); se la catena arriva su un accordo, le note di passaggio vengono tolte e l'accordo parte subito.
- Grappoli a piu' voci: bicordi o tricordi brevissimi che scivolano fino a un accordo vengono tolti, l'accordo d'arrivo parte al loro posto.
- Sezioni di fiati (Brass Section, Synth Brass) e fiati che suonano accordi o ottave: il pitch bend resta al centro, niente calanti all'unisono.